Vai al contenuto
Home » Blog new » Le Etichette Alimentari: Guida Pratica

Le Etichette Alimentari: Guida Pratica

Imparare a leggere le etichette alimentari: guida pratica ed esaustiva

A cura del Team di Studio Dietologico de Franchis  |  Aggiornato: marzo 2026  |  Tempo di lettura: ~12 minuti

L'etichetta alimentare è uno strumento di tutela del consumatore, non un semplice obbligo di legge. Imparare a leggerla correttamente significa fare scelte consapevoli, proteggere la propria salute e non farsi ingannare da claim pubblicitari fuorvianti. Questa guida ti accompagna passo dopo passo, con esempi pratici e concreti.

Guida alla lettura delle etichette alimentari - Studio Dietologico De Franchis

Una corretta lettura dell'etichetta alimentare è il primo passo verso una dieta consapevole.

Perché è importante leggere le etichette alimentari

In un supermercato moderno siamo esposti ogni giorno a migliaia di prodotti alimentari, molti dei quali ci vengono proposti con messaggi come "naturale", "sano", "senza zuccheri aggiunti", "ricco di fibre". Eppure, dietro queste diciture accattivanti si nascondono spesso realtà ben diverse da ciò che viene promosso. L'unica difesa concreta del consumatore è la lettura critica e informata dell'etichetta.

In Europa, le regole che disciplinano le etichette alimentari sono stabilite dal Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, che ha unificato tutta la normativa precedente e ha reso obbligatoria, dal 13 dicembre 2016, la dichiarazione nutrizionale su quasi tutti i prodotti alimentari preimballati. Questo regolamento ha come obiettivo fondamentale quello di garantire ai consumatori il diritto all'informazione e di assicurare un elevato livello di tutela della salute.

Lo sapevi? Il Regolamento UE 1169/2011 prevede che i caratteri tipografici dell'etichetta abbiano dimensione minima di 1,2 mm (0,9 mm per le confezioni piccole), proprio per garantire leggibilità anche alle persone anziane. Se un'etichetta è illeggibile, il produttore sta violando la normativa.

Cosa deve contenere obbligatoriamente un'etichetta

Secondo il Regolamento UE 1169/2011, ogni prodotto alimentare preimballato deve riportare le seguenti informazioni obbligatorie:

  • Denominazione dell'alimento – il nome legale o descrittivo del prodotto
  • Elenco degli ingredienti – in ordine decrescente di peso al momento della fabbricazione
  • Allergeni – evidenziati graficamente nell'elenco ingredienti (grassetto, sottolineato o altro contrasto visivo)
  • Quantità netta – in grammi o millilitri
  • Termine minimo di conservazione (TMC) o data di scadenza – con la distinzione cruciale tra "da consumarsi entro il" e "da consumarsi preferibilmente entro il"
  • Condizioni di conservazione e utilizzo
  • Nome e indirizzo del produttore o distributore responsabile
  • Paese di origine o luogo di provenienza (per alcune categorie)
  • Dichiarazione nutrizionale – con i 7 valori obbligatori per 100 g/ml
  • Numero di lotto
  • Istruzioni per l'uso, ove necessarie

Come leggere la lista degli ingredienti

La lista degli ingredienti è forse la parte più informativa dell'intera etichetta, ma è anche quella più spesso ignorata dai consumatori. La regola fondamentale da ricordare è che gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di peso: il primo ingrediente è quello presente in quantità maggiore, l'ultimo quello in quantità minore.

Questo significa che se il primo ingrediente di una merendina è "farina di frumento", seguita da "zucchero" e poi da "olio di palma", la maggior parte del prodotto è composta da farina, poi da zucchero, poi da grasso. Se invece lo zucchero è al primo posto, dovreste ragionare bene prima di acquistare quel prodotto.

Gli allergeni nell'elenco ingredienti

Un ulteriore obbligo introdotto dal Regolamento UE 1169/2011 riguarda la segnalazione degli allergeni. I 14 allergeni principali (tra cui glutine, latte, uova, frutta a guscio, soia, pesce, molluschi e altri) devono essere evidenziati nella lista degli ingredienti con un contrasto tipografico ben visibile rispetto al resto del testo. Questo è di fondamentale importanza per le persone che soffrono di allergie o intolleranze alimentari.

📋 Esempio pratico – Biscotti al cioccolato
Ingredienti: Farina di frumento 48%, zucchero, burro di cacao, latte scremato in polvere, grasso di palma, cacao magro in polvere 4%, uova intere, emulsionante: lecitina di soia, aromi naturali, sale.

Gli ingredienti in rosso sono gli allergeni obbligatoriamente evidenziati. La farina di frumento è il primo ingrediente (più abbondante), il cacao è solo al 4%, mentre i grassi (burro di cacao + grasso di palma) compaiono separatamente ma insieme costituiscono una quota significativa.

La dichiarazione nutrizionale: cosa significa davvero

La tabella nutrizionale è lo specchio della composizione chimica dell'alimento. Dal 13 dicembre 2016 è obbligatoria per quasi tutti i prodotti preimballati e deve riportare obbligatoriamente, per 100 g o 100 ml di prodotto, i seguenti 7 valori:

Dichiarazione nutrizionale (per 100 g)
Valore energeticokcal / kJ
Grassig
di cui acidi grassi saturig
Carboidratig
di cui zuccherig
Proteineg
Saleg
Opzionalmente possono essere aggiunti: fibre alimentari, vitamine, minerali, acidi grassi mono e polinsaturi, polioli, amido.

È fondamentale capire che i valori riportati nella tabella nutrizionale descrivono la composizione reale dell'alimento, indipendentemente dalla fonte di quei nutrienti. Non distinguono, cioè, tra ciò che è naturalmente presente nell'alimento e ciò che è stato aggiunto dal produttore durante la lavorazione.

La distinzione cruciale: nutrienti presenti naturalmente vs aggiunti

Questo è uno dei punti più fraintesi e più importanti nell'interpretazione di un'etichetta alimentare, e vale la pena soffermarsi con la massima attenzione.

Quando guardate la voce "Zuccheri" nella tabella nutrizionale, quel numero comprende tutti gli zuccheri presenti nel prodotto finale, a prescindere dalla loro origine. Questo significa che include sia gli zuccheri naturalmente presenti nelle materie prime, sia quelli eventualmente aggiunti dal produttore come ingredienti. Il Regolamento UE, allo stato attuale, non impone di distinguere questi due tipi nella tabella nutrizionale.

🍅 Esempio classico: la passata di pomodoro

Considerate due passate di pomodoro che riportano entrambe nella tabella nutrizionale: Zuccheri: 3,5 g per 100 ml. Sembrano identiche. Ma leggete la lista degli ingredienti:

Passata A (ingredienti): Pomodori freschi 100%, sale.
Passata B (ingredienti): Pomodori freschi, zucchero, sale, acidità correttore: acido citrico.

La Passata A contiene 3,5 g di zuccheri perché il pomodoro ne è naturalmente ricco (principalmente fruttosio e glucosio). La Passata B ha quegli stessi zuccheri più zucchero aggiunto come correttore di acidità o per ammorbidire il sapore. Il valore numerico può essere simile, ma dal punto di vista nutrizionale e metabolico si tratta di prodotti molto diversi. La lista ingredienti svela quello che la tabella nasconde.

Lo stesso principio si applica a decine di altri alimenti. Ecco altri esempi significativi:

🥛 Esempio: yogurt alla frutta

Uno yogurt alla fragola riporta nella tabella: Zuccheri: 12 g per 100 g. Questi zuccheri provengono da tre fonti diverse: il lattosio naturalmente presente nel latte (circa 4–5 g), il fruttosio e glucosio naturalmente presenti nelle fragole, e potenzialmente lo zucchero semolato aggiunto come ingrediente. Se nell'elenco ingredienti compare "zucchero" o "saccarosio", siete di fronte a un aggiunta deliberata del produttore; se non compare, quei 12 g sono tutti di origine naturale.

🧃 Esempio: succo di frutta "senza zuccheri aggiunti"

Un succo d'arancia 100% può riportare nella tabella: Zuccheri: 9 g per 100 ml, pur avendo la dicitura "senza zuccheri aggiunti". In questo caso è veritiero: quegli zuccheri sono tutti naturalmente presenti nell'arancia. Ma attenzione: "senza zuccheri aggiunti" non significa "povero di zuccheri" – significa solo che il produttore non ne ha aggiunti altri rispetto a quelli già presenti nella frutta.

⚠️ Attenzione ai sinonimi dello zucchero nell'elenco ingredienti. I produttori utilizzano spesso nomi diversi per inserire zuccheri senza che appaiano subito evidenti: sciroppo di glucosio-fruttosio, destrosio, maltodestrine, sciroppo di agave, succo di canna evaporato, melasso, fruttosio, maltosio, sciroppo di riso. Se trovate diversi di questi nella lista ingredienti, il prodotto è probabilmente ricco di zuccheri aggiunti anche se non compare la parola "zucchero".
Come interpretare le etichette alimentari - tabella nutrizionale e ingredienti

La combinazione tra lista degli ingredienti e tabella nutrizionale fornisce un quadro completo della qualità di un alimento.

Grassi, sale e proteine: come interpretare i numeri

I grassi

Nella tabella nutrizionale, i "Grassi" indicano il totale dei lipidi presenti, mentre la voce obbligatoria "di cui acidi grassi saturi" ne specifica la quota più critica dal punto di vista cardiovascolare. I grassi saturi presenti in elevata quantità sono associati a un aumento del colesterolo LDL. Come riferimento indicativo, un alimento si considera "ad alto contenuto di grassi saturi" se ne contiene più di 5 g per 100 g.

Analogamente a quanto detto per gli zuccheri, anche per i grassi vale la distinzione tra naturalmente presenti e aggiunti. I grassi naturalmente presenti nel formaggio o nelle noci, ad esempio, vengono assimilati in modo diverso rispetto ai grassi idrogenati aggiunti a biscotti o snack industriali — anche se numericamente nella tabella potrebbero risultare simili.

Il sale

Il "Sale" indicato in etichetta non è necessariamente il sale da cucina (cloruro di sodio) aggiunto durante la lavorazione: è il valore calcolato in modo convenzionale moltiplicando il contenuto totale di sodio per 2,5. Questo significa che un alimento può avere un contenuto di sale apparentemente elevato anche se non è stato aggiunto sale, semplicemente perché è naturalmente ricco di sodio (come certi formaggi, alcune carni o le acque minerali ricche di sodio).

Le proteine

Le proteine vengono espresse in grammi per 100 g e non distinguono tra proteine di origine animale e vegetale, né tra proteine di elevata o bassa qualità biologica. Per valutare la qualità proteica di un alimento, è necessario integrare la lettura della tabella nutrizionale con quella degli ingredienti: sapere che le proteine provengono da uova o da carne magra è ben diverso dal sapere che derivano da idrolizzati proteici o da proteine della soia aggiunte a prodotti processati.

Il valore di riferimento: perché i dati sono per 100 g

La normativa impone che i valori nutrizionali siano sempre espressi per 100 g o per 100 ml. Questa standardizzazione è essenziale perché permette il confronto tra prodotti diversi su base omogenea. Ad esempio, potete confrontare due marche di pasta facendo riferimento a 100 g di prodotto, indipendentemente dal formato della confezione.

Il produttore può aggiungere facoltativamente anche i valori per porzione, indicando la dimensione della porzione di riferimento. Qui è necessario prestare la massima attenzione: le porzioni indicate in etichetta sono spesso molto più piccole di quelle realmente consumate, il che può portare a sottostimare notevolmente l'apporto calorico e di nutrienti. Una classica confezione di patatine può indicare una porzione da 30 g, ma la confezione ne contiene 150 g: consumarla intera significa moltiplicare tutti i valori per cinque.

Consiglio pratico: Quando valutate un alimento, partite sempre dal valore per 100 g per i confronti. Usate il valore per porzione solo dopo aver verificato che la porzione indicata corrisponda realmente a quanto state per mangiare.

I claim nutrizionali: cosa si può e cosa non si può scrivere

Un'altra area di grande confusione per il consumatore è rappresentata dai cosiddetti claim nutrizionali e salutistici, regolamentati dal Regolamento CE n. 1924/2006. Queste sono le diciture del tipo "fonte di fibre", "ricco di vitamina C", "a basso contenuto di grassi", "senza zuccheri aggiunti".

Ogni claim nutrizionale deve rispondere a criteri precisi stabiliti dalla normativa europea. Ad esempio:

  • "A basso contenuto di grassi" è consentito solo se il prodotto contiene meno di 3 g di grassi per 100 g (o meno di 1,5 g per 100 ml per i liquidi)
  • "Senza zuccheri" è lecito solo se il prodotto contiene meno di 0,5 g di zuccheri per 100 g/ml
  • "Senza zuccheri aggiunti" significa che non sono stati aggiunti monosaccaridi o disaccaridi, ma il prodotto può comunque contenere zuccheri naturalmente presenti in elevata quantità
  • "Fonte di fibre" richiede almeno 3 g di fibre per 100 g (o 1,5 g per 100 kcal)
  • "Ad alto contenuto di proteine" richiede che le proteine forniscano almeno il 20% del valore energetico totale

I claim sulla salute (es. "Il calcio è necessario per il mantenimento delle ossa normali") sono soggetti a un'autorizzazione specifica dell'EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) e non possono essere inventati liberamente dal produttore.

Data di scadenza vs termine minimo di conservazione

Questa distinzione è cruciale anche dal punto di vista della sicurezza alimentare e della lotta agli sprechi:

  • "Da consumarsi entro il…" è la vera data di scadenza, obbligatoria per prodotti ad alto rischio microbiologico (latte fresco, carne, pesce fresco, formaggi freschi). Dopo questa data il prodotto non deve essere consumato.
  • "Da consumarsi preferibilmente entro il…" (o "TMC – Termine Minimo di Conservazione") indica che il produttore garantisce le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del prodotto fino a quella data, ma non implica che dopo tale data il prodotto sia pericoloso. Prodotti come pasta, riso, farine, conserve, biscotti possono essere consumati in sicurezza anche dopo il TMC, se conservati correttamente e privi di alterazioni visibili o olfattive.
⚠️ Lo spreco alimentare inizia dalla confusione tra queste due diciture. In Europa si stima che una percentuale significativa degli alimenti venga gettata perché "scaduta", ma in molti casi si tratta di alimenti oltre il TMC, ancora perfettamente commestibili. Distinguere questi due concetti è un atto responsabile sia per la salute sia per l'ambiente.

Domande frequenti sulla lettura delle etichette

Se in etichetta non vedo "zucchero" tra gli ingredienti, il prodotto non ne contiene?
Non necessariamente. Il prodotto può contenere zuccheri naturalmente presenti nelle materie prime (frutta, latte, cereali). La tabella nutrizionale vi dirà la quantità totale di zuccheri; la lista ingredienti vi dirà se ne sono stati aggiunti ulteriori. Solo leggendole entrambe avete il quadro completo.
Un prodotto con molti ingredienti è necessariamente peggiore di uno con pochi?
Non sempre, ma è un'indicazione utile. In linea generale, un elevato numero di ingredienti (specialmente additivi, conservanti, coloranti, aromi artificiali) suggerisce un alimento altamente processato. Tuttavia, la qualità degli ingredienti è più importante del loro numero: una passata di pomodoro con pomodori, sale e basilico è ottima nonostante tre ingredienti; un prodotto con 15 ingredienti tutti di qualità può essere eccellente.
Cosa significa "può contenere tracce di…"?
È una dichiarazione volontaria del produttore che segnala un rischio di contaminazione crociata: l'alimento è prodotto in uno stabilimento dove vengono lavorati anche alimenti contenenti quel determinato allergene. Non indica che quell'ingrediente sia presente, ma che non può essere esclusa una contaminazione accidentale. Per le persone con allergie gravi, questa dicitura richiede massima attenzione.
Il "sale" in etichetta è sempre il sale aggiunto dal produttore?
No. Il sale in tabella nutrizionale è calcolato dal sodio totale presente nell'alimento, moltiplicato per 2,5. Comprende quindi sia il sale naturalmente presente (come nel sodio del latte, delle carni, dei cereali) sia quello aggiunto. Per sapere se il produttore ha aggiunto sale, dovete verificare se "sale" o "cloruro di sodio" compaiono nella lista ingredienti.
Hai bisogno di un supporto personalizzato?

Imparare a leggere le etichette è il primo passo, ma applicare queste conoscenze alla propria dieta quotidiana richiede una guida esperta. Il nostro team di dietologi può aiutarti a costruire un piano alimentare basato su scelte davvero consapevoli.

📩 Prenota una consulenza nutrizionale presso lo Studio Dietologico de Franchis.

Conclusioni: leggere l'etichetta è un atto di cura verso se stessi

Leggere correttamente un'etichetta alimentare non è un esercizio da nutrizionisti, ma una competenza alla portata di tutti che può fare una differenza concreta nella qualità della nostra alimentazione quotidiana. I principi fondamentali da tenere a mente sono pochi e chiari: gli ingredienti sono elencati per quantità decrescente, la tabella nutrizionale descrive la composizione totale senza distinguere tra naturale e aggiunto, e solo la lettura combinata di entrambe le sezioni permette di valutare davvero un prodotto.

La prossima volta che siete al supermercato, prendete due minuti in più per leggere l'etichetta di un prodotto che acquistate abitualmente. Potreste scoprire che contiene ingredienti inaspettati, o al contrario che è molto più semplice e naturale di quanto pensaste. In ogni caso, sarete voi a decidere, in modo informato e consapevole.

Riferimenti bibliografici e fonti normative

  1. Parlamento Europeo e Consiglio dell'Unione Europea (2011). Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, L 304, 22 novembre 2011. Disponibile su: eur-lex.europa.eu
  2. Parlamento Europeo e Consiglio dell'Unione Europea (2006). Regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari. Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, L 404, 30 dicembre 2006.
  3. EFSA – European Food Safety Authority (2022). Guidance on the preparation and presentation of the notification and application for authorisation of novel foods. EFSA Journal. Disponibile su: efsa.europa.eu
  4. Ministero delle Imprese e del Made in Italy – MIMIT (2023). Etichettatura alimentare: normativa di riferimento e circolari interpretative. Disponibile su: mimit.gov.it
  5. World Health Organization – WHO (2020). Healthy diet – Fact Sheet n. 394. Ginevra: WHO. Disponibile su: who.int

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *