Attività Fisica e Integratori Proteici: Un'Analisi Critica delle Evidenze Scientifiche
L'industria degli integratori alimentari ha conosciuto una crescita esponenziale negli ultimi decenni. Il mercato globale degli integratori proteici raggiunge valori miliardari ogni anno. La pubblicità aggressiva promuove questi prodotti come necessari per chiunque pratichi attività fisica. Questa narrazione commerciale si scontra con le evidenze scientifiche disponibili. La comunità medica internazionale esprime riserve significative sull'uso indiscriminato di questi supplementi. Gli aminoacidi ramificati (BCAA) rappresentano uno degli integratori più venduti nel settore. La loro popolarità non corrisponde necessariamente alla loro efficacia dimostrata. Le ricerche scientifiche più recenti mettono in discussione molti presunti benefici. Il consumatore medio spesso ignora i potenziali rischi associati all'assunzione prolungata. La letteratura medica documenta effetti collaterali che vengono sistematicamente sottovalutati dalle campagne marketing.
Gli integratori proteici vengono frequentemente commercializzati come indispensabili per la crescita muscolare. Questa affermazione rappresenta una semplificazione eccessiva di processi fisiologici complessi. Il corpo umano possiede meccanismi sofisticati di regolazione dell'omeostasi proteica. L'assunzione di proteine oltre il fabbisogno fisiologico non garantisce automaticamente incrementi muscolari. Gli studi controllati randomizzati mostrano risultati contraddittori sull'efficacia degli integratori. Molte ricerche presentano conflitti di interesse con le aziende produttrici. La qualità metodologica di numerosi studi risulta insufficiente per trarre conclusioni definitive. I parametri di valutazione utilizzati spesso non riflettono benefici clinicamente rilevanti. La differenza tra significatività statistica e rilevanza pratica viene sistematicamente ignorata. Il placebo effect svolge un ruolo importante nei risultati percepiti dagli utilizzatori.
Gli aminoacidi ramificati includono leucina, isoleucina e valina. Questi composti vengono presentati come essenziali per il recupero muscolare post-esercizio. Le evidenze scientifiche a supporto di questa tesi sono deboli e inconsistenti. Una meta-analisi pubblicata su riviste prestigiose evidenzia l'assenza di benefici significativi. L'integrazione con BCAA non migliora la sintesi proteica muscolare rispetto al placebo. Gli studi che mostrano effetti positivi spesso utilizzano dosaggi irrealisticamente elevati. La biodisponibilità degli aminoacidi sintetici differisce significativamente da quelli alimentari. Il metabolismo epatico degli integratori può generare metaboliti potenzialmente dannosi. L'accumulo di questi metaboliti nel tempo rappresenta un rischio sottovalutato. La letteratura medica riporta casi di tossicità epatica associata all'uso prolungato.
Il sovraccarico proteico cronico determina stress renale documentato in letteratura. I reni devono processare quantità eccessive di azoto derivante dal catabolismo proteico. Questo aumenta il carico di lavoro dei nefroni in modo significativo. Soggetti predisposti possono sviluppare insufficienza renale accelerata nel tempo. Gli studi epidemiologici correlano l'alto consumo di integratori proteici con disfunzioni renali. La disidratazione cronica rappresenta un ulteriore fattore di rischio frequentemente associato. Gli atleti che utilizzano integratori spesso non assumono liquidi sufficienti. La combinazione di sovraccarico proteico e disidratazione crea condizioni ideali per danno renale. Le linee guida nefrologiche sconsigliano apporti proteici superiori a determinati limiti. Questi limiti vengono sistematicamente superati da chi assume integratori regolarmente.
Titolo della figura
Rappresentazione grafica dei rischi associati agli integratori proteici vs Dieta Mediterranea con integrazione mirata
Come leggere il grafico
- Asse Y: Indice di rischio percepito (0–10) → valutazione qualitativa basata su letteratura clinica e pratica professionale.
- Barre blu (base): uso eccessivo e non medicalizzato di integratori proteici / BCAA.
- Barre sovrapposte (più basse): dieta mediterranea classica con semplici integrazioni proteiche alimentari (uova, pesce, legumi, latticini).
👉 Il colpo d'occhio mostra che il rischio complessivo è nettamente maggiore quando l'apporto proteico è affidato a integratori, soprattutto senza reale indicazione clinica.
Messaggio scientifico chiave (da accompagnare alla figura)
L'uso eccessivo di integratori proteici, in particolare aminoacidi ramificati, non migliora la salute nella popolazione generale e può aumentare il rischio di sovraccarico renale, squilibri metabolici e falsa sicurezza nutrizionale. Al contrario, la dieta mediterranea, eventualmente supportata da integrazioni semplici e alimentari, garantisce un apporto proteico adeguato con un profilo di rischio significativamente inferiore.
Interpretazione professionale (impressione medica negativa)
- Sovraccarico renale → aumento azotemia, rischio in soggetti predisposti
- Squilibri metabolici → eccesso proteico a scapito di fibre e micronutrienti
- Falsa sicurezza nutrizionale → l'integratore sostituisce il pasto
- Uso non controllato → dosaggi arbitrari, mode fitness
- Interazioni farmacologiche → sottovalutate dal paziente
L'alterazione del microbioma intestinale rappresenta un effetto collaterale emergente delle diete iperproteiche. Le proteine non digerite completamente raggiungono il colon in quantità elevate. Questo substrato favorisce la proliferazione di batteri proteolitici potenzialmente dannosi. La fermentazione proteica produce ammoniaca, fenoli e altre sostanze tossiche. Queste molecole danneggiano la barriera intestinale causando permeabilità aumentata. La disbiosi intestinale correlata agli integratori proteici è documentata in studi recenti. L'equilibrio tra batteri benefici e patogeni viene compromesso significativamente. Gli effetti a lungo termine sulla salute sistemica sono ancora oggetto di ricerca. L'infiammazione cronica di basso grado può originare da questa alterazione del microbiota. Le conseguenze metaboliche e immunitarie della disbiosi richiedono ulteriori approfondimenti.
La qualità degli integratori proteici disponibili sul mercato presenta problematiche rilevanti. Analisi indipendenti rilevano frequentemente contaminazioni con metalli pesanti. Piombo, cadmio e arsenico vengono rilevati in concentrazioni preoccupanti. I controlli di qualità da parte dei produttori risultano spesso inadeguati. La legislazione vigente non impone standard sufficientemente stringenti per questi prodotti. Gli integratori vengono classificati come supplementi alimentari anziché farmaci. Questa classificazione permette una commercializzazione con verifiche meno rigorose. I consumatori assumono sostanze potenzialmente pericolose ignari dei rischi reali. Le autorità sanitarie di diversi paesi hanno emesso allerte su prodotti specifici. I richiami dal mercato avvengono dopo che i consumatori hanno già utilizzato i prodotti.
L'acidosi metabolica cronica rappresenta un'altra conseguenza dell'eccesso proteico sistematico. Il metabolismo delle proteine genera acidi che devono essere tamponati dall'organismo. Il sistema tampone utilizza minerali ossei come calcio e magnesio. Questo processo contribuisce alla demineralizzazione ossea nel lungo periodo. Gli studi longitudinali correlano diete iperproteiche con riduzione della densità minerale ossea. Il rischio di osteoporosi aumenta proporzionalmente all'intake proteico eccessivo. Le raccomandazioni per la salute ossea suggeriscono apporti proteici moderati. Gli integratori favoriscono invece il superamento delle soglie di sicurezza. L'equilibrio acido-base dell'organismo viene compromesso dall'assunzione cronica eccessiva. Le conseguenze sistemiche dell'acidosi cronica includono affaticamento e disfunzioni metaboliche.
La dieta mediterranea rappresenta l'alternativa scientificamente validata per gli sportivi. Questo modello alimentare fornisce proteine di alta qualità da fonti naturali. Pesce, legumi, frutta secca e cereali integrali offrono aminoacidi essenziali completi. La biodisponibilità degli aminoacidi alimentari supera quella degli integratori sintetici. L'assorbimento intestinale avviene in modo fisiologico e graduale. Questo previene picchi metabolici stressanti per fegato e reni. Le proteine vegetali dei legumi contengono fibre che regolano l'assorbimento. Il pesce azzurro fornisce omega-3 con effetti antinfiammatori documentati. La combinazione di cereali e legumi crea profili aminoacidici ottimali. Questa sinergia nutrizionale non può essere replicata da integratori isolati.
Gli alimenti della dieta mediterranea offrono nutrienti che gli integratori non possono fornire. Vitamine, minerali e composti bioattivi lavorano sinergicamente nel cibo intero. I polifenoli della frutta e verdura esercitano effetti antiossidanti potenti. Questi composti proteggono le cellule muscolari dallo stress ossidativo dell'esercizio. Le vitamine del gruppo B contenute nei cereali integrali supportano il metabolismo energetico. Il magnesio di noci e semi previene crampi e favorisce il recupero muscolare. Il ferro dei legumi e della carne magra mantiene l'ossigenazione tissutale ottimale. Questi micronutrienti sono assenti o presenti in tracce negli integratori proteici. L'approccio alimentare integrato garantisce benefici che la supplementazione non può offrire.
La cronobiologia dell'assunzione proteica viene rispettata dalla dieta mediterranea tradizionale. I pasti sono distribuiti durante la giornata secondo ritmi circadiani naturali. La colazione mediterranea fornisce proteine e carboidrati per l'energia mattutina. Il pranzo principale include legumi o pesce con cereali integrali. La cena leggera permette il recupero notturno senza sovraccarico digestivo. Questa distribuzione temporale ottimizza la sintesi proteica muscolare. Gli integratori concentrati in un'unica assunzione alterano questi ritmi fisiologici. Il corpo non può utilizzare efficacemente boli proteici eccessivi. L'eccesso viene convertito in urea e scorie azotate. La distribuzione alimentare naturale previene questi sprechi metabolici.
L'aspetto economico dell'integrazione proteica merita considerazione critica. Gli integratori rappresentano una spesa significativa per i consumatori. Il costo mensile può superare quello di alimenti proteici di qualità. Una porzione di legumi biologici costa molto meno di una dose di proteine in polvere. Il pesce azzurro fresco offre proteine nobili a prezzi contenuti. Le uova biologiche forniscono aminoacidi essenziali a costo irrisorio. La frutta secca in guscio combina proteine e grassi salutari economicamente. L'investimento in cibo reale garantisce benefici nutrizionali superiori agli integratori. Le aziende di supplementi lucrano sulla disinformazione dei consumatori. Il marketing crea bisogni inesistenti attraverso false promesse.
La sostenibilità ambientale favorisce nettamente la dieta mediterranea rispetto agli integratori. La produzione industriale di proteine in polvere richiede processi energivori. L'estrazione e purificazione delle proteine del siero genera scarti inquinanti. Il packaging degli integratori utilizza plastica non biodegradabile in quantità elevate. Il trasporto globale di questi prodotti aumenta l'impronta carbonica. Le proteine vegetali mediterranee hanno impatto ambientale minimo. I legumi fissano azoto atmosferico riducendo la necessità di fertilizzanti. La pesca sostenibile del pesce azzurro preserva gli ecosistemi marini. L'agricoltura mediterranea tradizionale mantiene la biodiversità territoriale. La scelta alimentare consapevole contribuisce alla salute planetaria.
Cosa mostra il grafico
- Asse Y → Indice di assimilazione proteica (0–10) Valutazione qualitativa basata su:
- biodisponibilità
- completezza amminoacidica
- digestione fisiologica
- risposta metabolica e ormonale
- Barre principali → proteine da alimenti naturali della dieta mediterranea
- Parte sovrapposta → contributo limitato e parziale degli integratori proteici
👉 Il messaggio visivo è chiaro: gli alimenti naturali garantiscono un'assimilazione superiore e più efficiente rispetto agli integratori.
Interpretazione scientifica (messaggio chiave)
Le proteine introdotte tramite alimenti naturali della dieta mediterranea presentano una migliore assimilazione rispetto a quelle isolate o in polvere, grazie alla presenza sinergica di grassi, micronutrienti, fibre e composti bioattivi che ne modulano digestione, assorbimento e utilizzo metabolico.
Perché gli alimenti funzionano meglio degli integratori
1️⃣ Digestione fisiologica
- digestione più lenta e modulata
- migliore utilizzo degli aminoacidi
- minore dispersione azotata
2️⃣ Effetto matrice alimentare
Negli alimenti le proteine non sono isolate:
- ferro, zinco, calcio
- vitamine del gruppo B
- acidi grassi (pesce, uova, latticini) ➡ migliorano l'efficienza metabolica
3️⃣ Risposta anabolica più stabile
- meno picchi insulinici inutili
- miglior mantenimento della massa magra
- minor carico renale
Lettura clinica alimento per alimento
- Uova → proteina di riferimento biologico
- Pesce → alta qualità + omega-3
- Latticini → proteine + calcio
- Legumi → proteine + fibre (metabolismo più sano)
- Cereali + legumi → complementarità amminoacidica naturale
👉 Tutto questo non è replicabile da una polvere.
Le linee guida internazionali per l'attività fisica raccomandano approcci alimentari equilibrati. L'American College of Sports Medicine sconsiglia l'uso routinario di integratori proteici. Le evidenze supportano invece l'adeguamento delle porzioni alimentari. Un atleta può aumentare le porzioni di legumi e pesce facilmente. Questo approccio fornisce le proteine necessarie senza rischi associati. L'Organizzazione Mondiale della Sanità promuove diete basate su alimenti integrali. I pattern alimentari tradizionali come quello mediterraneo ricevono endorsement ufficiali. La prevenzione delle malattie croniche passa attraverso scelte alimentari consapevoli. Gli integratori non sostituiscono una dieta variata ed equilibrata. L'educazione nutrizionale prevale sulla supplementazione indiscriminata.
Il fabbisogno proteico degli atleti può essere soddisfatto con alimenti comuni. Un adulto attivo richiede circa 1,2-1,6 grammi di proteine per chilogrammo corporeo. Questa quantità si ottiene facilmente con tre pasti bilanciati. Una colazione con yogurt greco e noci fornisce 20-25 grammi di proteine. Un pranzo con legumi e cereali integrali aggiunge altri 25-30 grammi. Una cena con pesce azzurro completa l'apporto con ulteriori 30-35 grammi. Spuntini con frutta secca integrano l'intake proteico giornaliero. Questo schema alimentare supera abbondantemente i fabbisogni degli sportivi amatoriali. Gli atleti professionisti possono aumentare le porzioni senza ricorrere a integratori. La pianificazione alimentare razionale rende superflua la supplementazione.
La personalizzazione nutrizionale rappresenta la chiave per ottimizzare la performance sportiva. Ogni individuo presenta caratteristiche metaboliche uniche che richiedono approcci specifici. Gli integratori offrono soluzioni standardizzate inadatte alla variabilità biologica umana. Un dietologo o nutrizionista può valutare le esigenze individuali reali. Le analisi ematochimiche rivelano eventuali carenze da correggere con l'alimentazione. L'anamnesi alimentare identifica pattern nutrizionali da modificare. Gli obiettivi sportivi influenzano le necessità proteiche in modo significativo. Un maratoneta ha esigenze diverse da un sollevatore di pesi. La dieta mediterranea si adatta facilmente a queste variazioni individuali. La flessibilità alimentare supera la rigidità degli schemi di integrazione.
L'idratazione adeguata rappresenta un fattore critico spesso trascurato dagli utilizzatori di integratori. L'aumentato carico proteico richiede maggiore intake di liquidi. Molti sportivi combinano integratori con idratazione insufficiente. Questa combinazione aumenta esponenzialmente il rischio di danno renale. La dieta mediterranea include alimenti ricchi di acqua come frutta e verdura. Questi cibi contribuiscono significativamente all'idratazione complessiva. Le zuppe e minestre tradizionali forniscono liquidi e nutrienti simultaneamente. L'olio extravergine di oliva mantiene l'elasticità delle membrane cellulari. L'approccio alimentare integrato considera tutti gli aspetti della nutrizione. La supplementazione isolata ignora queste interazioni complesse.
Gli effetti psicologici dell'uso di integratori meritano attenzione clinica. La dipendenza psicologica da supplementi può svilupparsi insidiosamente. Gli utilizzatori credono di non poter raggiungere risultati senza integratori. Questa convinzione mina la fiducia nelle proprie capacità naturali. L'autostima diventa legata all'uso di prodotti esterni. Il rischio di comportamenti ossessivi aumenta con l'uso prolungato. La relazione con il cibo naturale viene distorta dalla supplementazione. Gli integratori medicalizzano l'alimentazione trasformandola in farmacoterapia. Questo approccio allontana dall'ascolto dei segnali fisiologici di fame e sazietà. La dieta mediterranea promuove invece un rapporto equilibrato con il cibo.
Le interazioni farmacologiche degli integratori proteici vengono sistematicamente sottovalutate. Molti supplementi interferiscono con farmaci comuni come anticoagulanti o antipertensivi. Gli aminoacidi ramificati possono alterare l'assorbimento di alcuni antibiotici. La leucina in dosi elevate influenza il metabolismo della levodopa. I pazienti con patologie croniche rischiano complicazioni serie dall'uso indiscriminato. I medici spesso non vengono informati dell'assunzione di integratori. Questa mancanza di comunicazione crea situazioni cliniche potenzialmente pericolose. Gli alimenti naturali raramente causano interazioni farmacologiche significative. La sicurezza della dieta mediterranea è validata da decenni di evidenze. L'approccio prudenziale favorisce il cibo rispetto alla supplementazione.
La regolamentazione degli integratori presenta lacune preoccupanti in molti paesi. I produttori non sono obbligati a dimostrare efficacia prima della commercializzazione. La segnalazione degli effetti avversi avviene su base volontaria. Questo sistema passivo sottostima enormemente l'incidenza dei problemi. Le autorità intervengono solo dopo segnalazioni multiple di eventi gravi. Nel frattempo prodotti potenzialmente dannosi rimangono liberamente disponibili. I consumatori assumono il ruolo involontario di cavie. L'assenza di prescrizione medica obbligatoria aumenta i rischi. Gli alimenti sono invece sottoposti a controlli sanitari rigorosi. La sicurezza alimentare beneficia di normative consolidate e verifiche continue.
Le proteine alimentari offrono vantaggi immunologici che gli integratori non possono fornire. Gli alimenti fermentati della dieta mediterranea supportano il sistema immunitario intestinale. Lo yogurt e il kefir forniscono probiotici benefici insieme alle proteine. Questi microrganismi modulano positivamente la risposta immunitaria. Gli antiossidanti di verdure e legumi proteggono dall'infiammazione cronica. I composti solforati dell'aglio potenziano le difese naturali dell'organismo. Le spezie mediterranee come origano e rosmarino hanno proprietà antimicrobiche. Questa sinergia nutrizionale rafforza la resilienza immunitaria complessiva. Gli integratori isolati non possono replicare questa complessità biologica. L'alimentazione integrata promuove salute oltre il semplice apporto proteico.
Il timing nutrizionale può essere ottimizzato con alimenti naturali. Il consumo di proteine post-allenamento non richiede necessariamente integratori. Un bicchiere di latte con una banana fornisce proteine e carboidrati ideali. Questa combinazione stimola il recupero muscolare efficacemente. Le ricerche dimostrano che il timing è meno critico di quanto si creda. La distribuzione proteica giornaliera totale conta più del momento esatto. Un pasto completo entro due ore dall'allenamento risulta sufficiente. La praticità degli integratori viene enfatizzata oltre la necessità reale. Un panino con tonno o formaggio fresco offre alternative pratiche. La preparazione alimentare minima garantisce nutrizione superiore alla supplementazione.
L'educazione alimentare dovrebbe precedere qualsiasi considerazione sulla supplementazione. Molti utilizzatori di integratori ignorano i principi base della nutrizione sportiva. La composizione dei macronutrienti nei pasti viene trascurata completamente. Il timing dei carboidrati risulta spesso più importante delle proteine. L'apporto calorico totale determina il bilancio energetico per la performance. Questi aspetti fondamentali vengono ignorati a favore degli integratori. Un corso base di nutrizione sportiva fornisce strumenti più utili. La conoscenza permette scelte alimentari consapevoli e sostenibili. L'autonomia nutrizionale previene la dipendenza da prodotti commerciali. L'investimento nell'educazione supera quello nella supplementazione.
Gli studi sulla longevità supportano inequivocabilmente la dieta mediterranea. Le popolazioni che seguono questo modello alimentare vivono più a lungo. L'incidenza di malattie cardiovascolari risulta significativamente ridotta. Il diabete tipo 2 è meno frequente tra gli aderenti alla dieta mediterranea. Le funzioni cognitive nell'invecchiamento vengono preservate meglio. Questi benefici derivano dall'alimentazione integrata non dalla supplementazione. Gli integratori non mostrano effetti protettivi simili negli studi epidemiologici. Alcune ricerche suggeriscono addirittura possibili effetti negativi a lungo termine. La qualità della vita dipende dalle scelte alimentari quotidiane. La dieta mediterranea rappresenta un investimento in salute duratura.
La praticità della dieta mediterranea viene spesso sottovalutata ingiustamente. La preparazione di pasti equilibrati richiede meno tempo di quanto si pensi. I legumi in scatola rappresentano una soluzione rapida e nutrizionalmente valida. Il pesce surgelato mantiene le proprietà nutrizionali praticamente inalterate. Le verdure pre-lavate facilitano l'inclusione quotidiana di ortaggi freschi. La cottura al vapore o al forno richiede minima supervisione. I cereali integrali possono essere cucinati in grandi quantità e conservati. La pianificazione settimanale ottimizza tempo e risorse economiche. Questi accorgimenti rendono la dieta mediterranea accessibile a tutti. La complessità percepita rappresenta una barriera psicologica superabile.
Il piacere alimentare costituisce un aspetto fondamentale spesso dimenticato. La dieta mediterranea celebra i sapori autentici degli ingredienti freschi. La varietà cromatica dei piatti stimola appetito e soddisfazione. Le combinazioni aromatiche di erbe e spezie arricchiscono l'esperienza sensoriale. Il convivio sociale caratterizza tradizionalmente i pasti mediterranei. Questi aspetti psicosociali contribuiscono al benessere complessivo. Gli integratori riducono l'alimentazione a mera assunzione di nutrienti. Il gusto artificiale non può competere con sapori naturali. La ritualità del pasto viene eliminata dalla supplementazione rapida. La perdita di questa dimensione culturale impoverisce la qualità di vita.
La trasmissione intergenerazionale delle abitudini alimentari subisce l'influenza negativa degli integratori. I giovani atleti osservano modelli che privilegiano la supplementazione. Questa normalizzazione crea aspettative distorte sulle necessità nutrizionali reali. Le nuove generazioni perdono il contatto con tradizioni alimentari millenarie. La cucina mediterranea rappresenta un patrimonio culturale da preservare. I benefici per la salute si accompagnano alla ricchezza gastronomica. L'insegnamento delle competenze culinarie empowers le persone. La capacità di preparare pasti nutrienti garantisce autonomia alimentare. Questa competenza risulta più preziosa della conoscenza sugli integratori. L'eredità culturale alimentare merita valorizzazione e protezione.
Le considerazioni etiche sulla produzione di integratori sollevano questioni morali importanti. Lo sfruttamento delle vulnerabilità dei consumatori attraverso marketing ingannevole è problematico. Le promesse irrealistiche creano aspettative che non possono essere soddisfatte. Il profitto aziendale prevale sulla salute pubblica in molti casi. La responsabilità sociale delle aziende produttrici risulta spesso carente. I testimonial pagati promuovono prodotti senza basi scientifiche solide. Questa pratica mina la fiducia nelle istituzioni sanitarie. L'etica professionale degli operatori sanitari richiede posizioni chiare. La raccomandazione deve basarsi su evidenze non su conflitti di interesse. La protezione della salute pubblica deve prevalere sugli interessi commerciali.
In conclusione, le evidenze scientifiche disponibili non supportano l'uso routinario di integratori proteici. I potenziali rischi per la salute superano i benefici documentati nella maggior parte dei casi. La dieta mediterranea offre un'alternativa sicura, efficace e sostenibile. Gli alimenti naturali forniscono proteine di qualità superiore senza effetti collaterali. L'approccio alimentare integrato garantisce benefici che la supplementazione non può offrire. La personalizzazione nutrizionale attraverso consulenza specialistica rappresenta la scelta ottimale. Gli investimenti in educazione alimentare producono risultati superiori agli integratori. La sostenibilità economica ed ambientale favorisce nettamente il cibo reale. Il piacere e la socialità del pasto arricchiscono la qualità di vita complessiva. La scelta consapevole tra supplementazione e alimentazione equilibrata determina la salute futura.
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